Investire i tuoi risparmi: i concetti base spiegati a chi parte da zero.
Te lo racconto come lo racconterei a un amico al bar. Solo i concetti di base degli investimenti. Articolo divulgativo, non consulenza finanziaria.
Voglio essere chiaro fin dall'inizio: io non sono un guru. Non ti venderò corsi, non ti farò vedere screenshot di profitti finti, non ti prometterò che diventerai ricco in tre mesi.
Ti racconto solo come ho fatto io quando avevo 27 anni, qualche migliaio di euro da parte sul conto, e una grande paura: "E se faccio una stupidaggine e perdo tutto?"
Quella paura è la stessa che hai tu adesso, probabilmente. E ti capisco. Anche io ascoltavo le persone parlare di "investimenti" come se fosse una lingua aliena. Tutti che usavano paroloni — "asset", "portafoglio", "diversificazione" — e io mi sentivo un idiota.
Poi un giorno mi sono detto: "Ma se mio nonno, che aveva la quinta elementare, ha messo da parte una casa, allora questi soldi NON è che ti debbano cadere dal cielo a forza di formule matematiche. C'è qualcosa di semplice sotto, e qualcuno me lo deve solo spiegare."
Quel "qualcuno" non l'ho mai trovato. Allora mi sono dovuto arrangiare. Sei anni dopo, eccomi qui che provo a essere quel "qualcuno" per te. Speriamo bene.
Prima di tutto: cos'è "investire", spiegato in un minuto
Immagina di avere un orto. Hai dei semini. Hai due scelte:
Scelta A: tieni i semini in tasca. Sono al sicuro lì. Domani sono ancora lì. Tra dieci anni sono ancora lì. Sempre uguali. Non sono diventati piante.
Scelta B: pianti i semini nella terra. All'inizio non vedi niente. Per giorni ti chiedi se hai sbagliato. Poi spunta un germoglio. Poi un fusto. Dopo qualche anno hai un albero che fa frutti.
Ecco, investire è semplicemente piantare i semini al posto di tenerli in tasca. I tuoi risparmi sono i semini. La "terra" sono i mercati. Il tempo è il sole e l'acqua.
Tenere i soldi fermi sul conto corrente non è "sicuro" come sembra. Perché ogni anno l'inflazione (quel ladrone silenzioso che fa diventare il caffè da 1€ a 1,30€) ti ruba un pezzo dei tuoi semini. Tra dieci anni, quei semini in tasca varranno meno di oggi.
Investire viene tipicamente fatto con l'obiettivo di provare a difendere il valore dei risparmi nel lungo periodo. Sottolineo "provare": l'obiettivo non si raggiunge sempre, perché gli investimenti possono anche generare perdite.
Una cosa importante da dirti subito: investire non è un metodo per diventare ricchi né un meccanismo che funziona sempre. È uno strumento, tra tanti, per cercare di proteggere il valore dei tuoi risparmi nel lungo periodo. Comporta rischi reali, inclusa la possibilità di perdere parte o tutto il capitale.
I tre principi che mi hanno cambiato la testa
Se ti ricordi solo tre cose di tutto questo articolo, fai che siano queste. Sono talmente semplici che sembrano banali, ma quando entrano davvero in testa cambiano completamente il modo in cui guardi i soldi.
1. Il tempo è il tuo migliore amico (e tu non lo sapevi)
C'è una cosa che si chiama "interesse composto". Suona difficile, ma è la cosa più semplice del mondo: i guadagni che fai oggi, l'anno prossimo a loro volta generano guadagni.
Ti faccio l'esempio del fiocco di neve. Immagina di stare in cima a una montagna. Prendi un pugnetto di neve e lo butti giù. Mentre rotola, raccoglie altra neve.
L'idea, in teoria, è che più tempo dai a un investimento per crescere, più l'effetto dell'interesse composto può accumularsi. È un concetto teorico — nella realtà i mercati salgono e scendono, e nessuno può garantire l'esito.
Quello che ti raccontano di solito i libri di finanza è che, in teoria, chi inizia presto anche con piccole somme può accumulare di più rispetto a chi inizia tardi con somme maggiori. È un esempio teorico per spiegare l'idea — i risultati reali dipendono da tanti fattori (andamento dei mercati, costi, tasse, scelte personali) e non sono mai garantiti. Ma il concetto resta: il tempo conta tantissimo.
Il tempo è la variabile che più di tutte conta in finanza personale. Non si recupera mai. — Concetto base ricorrente nei manuali di finanza
2. Non mettere tutte le uova nello stesso paniere
Questa l'avrai sentita anche tu, magari da tua nonna. Ed è vera, sai. Solo che applicata ai soldi nessuno te la spiega bene.
Immagina di avere mille euro e di metterli tutti su una sola cosa. Una sola azienda, ad esempio. Se quell'azienda va bene, sei felice. Se quell'azienda va male, hai perso tutto. È come puntare alla roulette: o nero o rosso, niente vie di mezzo.
Invece se prendi i mille euro e li dividi su tante cose diverse — un pezzettino qua, un pezzettino là — l'idea è che il rischio si distribuisce: se uno di quei pezzettini va male, gli altri possono attenuare l'impatto. Attenzione: non sparisce il rischio, si distribuisce. Possono andare male anche tutti insieme, in periodi di crisi generale.
Si chiama "diversificazione". È un concetto base degli investimenti, e si capisce in tre secondi.
3. La pazienza non è una virtù, è il vero superpotere
La cosa più difficile, quando investi, non è scegliere "dove" mettere i soldi. È non toccarli per anni.
Perché succede questo: i mercati salgono e scendono. Salgono il martedì, scendono il giovedì. A volte salgono per due mesi e poi scendono per una settimana. Se ogni volta che vedi scendere ti agiti e vendi tutto, perdi.
Ho conosciuto persone che durante il crollo del 2020 (era il periodo Covid) si sono spaventate e hanno venduto in perdita. Mesi dopo i mercati si erano ripresi. Sono aneddoti personali, non previsioni: i mercati possono anche non riprendersi, e nessuno può sapere quando lo faranno.
La cosa più "stupida" che puoi fare è anche la più intelligente: investi, poi non guardi il telefono per sei mesi. Investi, poi non guardi il telefono per sei mesi. Investi, poi non guardi il telefono per sei mesi.
Sì, lo so, è difficile. Anche io ci ho messo anni a imparare. Ma è così che si vince.
Gli strumenti che ti devono entrare in testa
Ora che hai capito perché investire, parliamo del cosa. Ti dico solo le 3 cose principali, spiegate semplicemente. Esistono molte altre cose, ma per ora bastano queste.
Le azioni
Un'azione è semplicemente un pezzettino di un'azienda. Se compri un'azione di una grande azienda, diventi un piccolo (piccolissimo) proprietario di quell'azienda. Se l'azienda guadagna, tu guadagni. Se l'azienda perde, tu perdi.
Il problema delle azioni singole è che non sai mai con certezza quale azienda andrà bene. La pizzeria sotto casa tua può fallire domani. Una grande azienda può avere problemi all'improvviso. Per questo non si comprano singole azioni a meno che non sai quello che fai. Si compra un "cestino" di tante azioni insieme. Che ci porta al prossimo punto.
Gli ETF
Il nome fa paura, lo so. Si pronuncia "i-ti-effe" e basta. Ma cos'è?
Un ETF è semplicemente un cestino con dentro tante azioni di tante aziende. Invece di comprare l'azione di Apple, o di Coca-Cola, o di Toyota, tu compri "un pezzettino di tutte e tre insieme, e di altre cento aziende ancora".
Esiste un ETF famosissimo che si chiama "MSCI World". È un cestino con dentro pezzettini di circa 1.500 grandi aziende di tutto il mondo. Apple, Microsoft, Toyota, L'Oréal, Samsung. Tutte insieme, tutte in un pacchetto.
Compri 100€ di MSCI World? Stai comprando un pezzettino di tutte quelle aziende. Se una va male, ce ne sono 1.499 che possono andare bene. Diversificazione automatica, senza che tu debba scegliere niente.
Per questo motivo gli ETF sono uno strumento molto utilizzato da chi inizia: tipicamente costano poco e diversificano automaticamente. Comportano comunque rischio: il valore può salire e scendere.
I fondi (gestiti)
I fondi sono come gli ETF, ma con una differenza: c'è una squadra di persone dietro che decide cosa metterci dentro. Quelle persone si fanno pagare un po' per il loro lavoro.
Sono utili se vuoi che qualcun altro decida per te. Lo svantaggio è il costo: pagandoli ogni anno, alla lunga ti mangiano un pezzo dei tuoi guadagni.
Una regola d'oro che ho imparato a mie spese: per uno che inizia, gli ETF sono di solito una scelta più sensata dei fondi. Costano meno, diversificano automaticamente, e non devi capire chi sta scegliendo per te. Ma ognuno fa quello che si sente.
I quattro errori che ho fatto io (e che vorrei tu evitassi)
Ti racconto le quattro stupidaggini più grandi che ho fatto nei miei primi due anni. Mi sono costate soldi reali. Spero che leggendole ti risparmierai un po' della scuola della vita.
Errore 1: ho voluto fare il "furbo"
Mi sono detto: "Compro l'azione di un'azienda che secondo me esploderà! Mi farò un sacco di soldi!"
Ho scelto un'azienda di tecnologia che a me sembrava una figata. Ho investito una parte dei miei risparmi. Dopo qualche mese l'azienda è scesa molto e mi sono ritrovato con una bella perdita.
Lezione: nessuno sa il futuro, neanche tu. Soprattutto su singole aziende. Meglio comprare il "cestino" di tante.
Errore 2: ho investito soldi che mi sarebbero serviti subito
Avevo messo da parte un piccolo gruzzolo. Volevo cambiare auto entro un anno. Ma intanto mi sono detto: "Beh, intanto li investo, così magari guadagno qualcosa nel frattempo."
Cosa è successo? Pochi mesi dopo, l'auto si è rotta. Avevo bisogno di quei soldi subito. Solo che proprio in quel periodo i mercati erano scesi. Per ritirare i miei soldi ho dovuto venderli in perdita.
Lezione: investi solo i soldi che NON ti servono nei prossimi 3-5 anni. Per i soldi a breve termine c'è il conto corrente. È meno "fico" ma è quello giusto.
Errore 3: ho controllato il telefono ogni giorno
I primi mesi guardavo il mio investimento ogni sera. Saliva un po', scendeva un po', poi risaliva, poi riscendeva. Un'altalena emotiva pazzesca. Una sera ho visto il valore scendere all'improvviso e ho dormito malissimo.
Lezione: i numeri di tutti i giorni non significano niente. Conta dove sei tra 5 anni, tra 10 anni. Smetti di guardare, vivi, fai altro. I tuoi soldi lavorano da soli, lascia che lavorino in pace.
Errore 4: ho ascoltato gli "esperti" in tv
Mi avevano detto in tv: "Le criptovalute esploderanno nel 2022!". Avevo letto sul giornale: "L'oro è il rifugio del momento, comprate oro!". Avevo seguito un personaggio famoso su YouTube: "Le aziende cinesi sono il futuro!".
Risultato: ho saltato da una "moda" all'altra, comprando alto e vendendo basso ogni volta. Una stupidaggine dopo l'altra.
Lezione: quando una cosa è "di moda" è quasi sempre già troppo tardi. Le persone che parlano in tv guadagnano dai click che generano, non da consigliarti bene. Diffida.
Ti sta venendo qualche dubbio mentre leggi?
È normalissimo — anch'io all'inizio avevo mille domande e nessuno a cui chiederle. Se ne hai una, anche piccola, scrivimela: ti rispondo io, gratis, quando posso.
- «Da quanti soldi al mese si può partire?»
- «Su quale piattaforma mi consiglieresti di iniziare?»
- «Quanto si rischia davvero nel lungo periodo?»
Allora… da dove inizio davvero?
Ti spiego in tre passi semplici. Niente di più.
Passo 1: prima di tutto, fatti il "salvagente"
Prima di investire un solo euro, assicurati di avere da parte sul conto corrente almeno 3 mesi delle tue spese normali. Affitto, bollette, spesa, benzina. Quello è il tuo salvagente: serve se domani perdi il lavoro, si rompe l'auto, ti viene una bolletta del dentista.
Se non hai questo salvagente, NON investire. Prima costruisci il salvagente. Poi, e solo poi, pianta i semini.
Passo 2: decidi quanto investire ogni mese
Non importa la cifra. Anche 50€ al mese vanno benissimo, davvero. La cosa importante è che sia una cifra regolare, ogni mese, sempre uguale. Come la bolletta della luce.
Perché regolare? Perché così non devi pensarci. Non devi "scegliere il momento giusto". Investi e basta, ogni mese, qualunque cosa succeda. Sale il mercato? Investi 50€. Scende il mercato? Investi 50€. È così che si vince sul lungo periodo.
Passo 3: studia, leggi, fai domande
Non lanciarti senza sapere niente. Prenditi due o tre settimane per leggere, guardare video, capire come funzionano le cose che ho descritto qui. Internet è pieno di contenuti gratuiti onesti — il difficile è trovarli in mezzo al rumore.
E se hai una domanda specifica, anche stupida (non esistono domande stupide), scrivimela direttamente. Trovi il mio numero qui sotto. Ti rispondo personalmente, gratis, quando posso. È il modo migliore per imparare: chiedere a qualcuno che è passato dal tuo punto di partenza.
Una cosa onesta da dirti, prima di chiudere
Non ti dirò che diventerai ricco. Non ti dirò che non perderai mai. Non ti dirò che capirai tutto in una settimana. Sarebbe disonesto.
Quello che ti dico è che storicamente, nel lungo periodo, chi ha rispettato i tre principi di cui abbiamo parlato — pazienza, diversificazione, tempo — ha generalmente visto i propri risparmi crescere. Ma "storicamente" non significa "sempre": investire comporta in ogni caso il rischio reale di perdere parte o tutto il capitale, e nessuno può garantire risultati futuri. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Quello che posso dirti per esperienza è solo questo: il momento più difficile psicologicamente è sempre iniziare. Una volta che hai capito i concetti base, ti sentirai meno spaesato. Te lo dico da uno che ha passato l'angoscia delle prime decisioni.
Hai una domanda? Scrivimi.
Rispondo personalmente alle domande dei lettori, gratis, quando ho tempo. Non vendo niente, è solo per condividere quello che ho imparato.
Scrivimi su WhatsAppDisclaimer importante: questo articolo è scritto a scopo informativo. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Non sono Consulente Finanziario abilitato CONSOB. Per scelte specifiche sul tuo patrimonio, parla con un professionista abilitato.